A cena con gli Umbro-Piceni

Ricerca scientifica, Storia
Adolfo Leoni
In questo articolo parliamo di:

Una straordinaria ricerca sulle tracce della Dieta Mediterranea

Due momenti di intensa partecipazione emotiva e culturale quelli che si sono tenuti a Tipicità in the city grazie agli interventi del prof Augusto Ancillotti, erede e massimo esponente della prestigiosa tradizione italiana nella scienza della linguistica e glottologia (Devoto, Pisani, Pallottino, Prosdocimi sono alcuni dei maestri noti anche al grosso pubblico).

Augusto Ancillotti, già professore ordinario della stessa cattedra presso l’Università di Perugia, è appunto studioso di fama internazionale, con una vasta produzione scientifica che egli utilizza nel meritorio impegno di divulgare un patrimonio storico e culturale di grande portata e potenzialità.

Per ottenere la migliore diffusione delle ricerche del mondo accademico si avvale di doti artistiche e immaginifiche e della dettagliata conoscenza delle tradizioni.

Dopo un libro accessibile anche se impegnativo per il lettore che è stato “Le tavole di Gubbio e la civiltà degli Umbri”, la creazione dell’associazione IRDAU, ripetuti incontri e conferenze, ha creato due opere – “Pane di farro” e “La mano del dio” – che rappresentano un genere letterario nuovo: il romanzo “glottologico” dove, nel rispetto dei dati protostorici e mitologici e soprattutto dei rigorosi studi linguistici, il racconto guida il lettore alla scoperta della civiltà umbro picena e degli addentellati con quella etrusca e romana ai tempi dei primi Re di Roma.

La full immersion nel lontano mondo dei nostri antenati, grazie alle Tavole di Gubbio e altri reperti umbro piceni, permette di riconoscere i germi della Dieta Mediterranea in una società fortemente strutturata già secoli prima di quella civiltà romana che proprio agli Italici deve gran parte del proprio DNA.

Il rito iguvino fa emergere quello che Ancillotti definisce “il menu di tremila anni fa tramandato nelle terre a cavallo dell’Appennino Umbro Marchigiano” con la sua “mediterraneità”.

Riscopriamo infatti la Dieta Mediterranea nella ritualità e religiosità che sono tutt’uno con la socializzazione, la festa, la musica, la danza, la gastronomia, l’ambiente, la storia, la cultura, la tradizione, la lingua. Basti pensare che la stessa convivialità, che caratterizza la consumazione dei pasti mediterranea, è etimologicamente racchiusa in quel “çesna” da cui deriva “cena” e che significa letteralmente “condivisione”. Per l’aspetto alimentare, oltre alla ricchezza della etimologia “vegetariana”, alla presenza dei cereali che con l’olio e il vino completano la “triade mediterranea”, alla ruralità connaturata nella mediterraneità, alla inclusione delle carni con particolare riguardo alla carne di maiale (che la cucina delle coste settentrionali del mediterraneo include fortemente e che la dietologia scientifica accoglie di buon grado perché ricca di grassi insaturi ed esente da grassi trans), agli indizi dell’avanzato stato dell’arte nella coltivazione, preparazione e conservazione alimentare, la terminologia paleoumbra e umbro picena prevedeva la presenza del pescato di acqua dolce (dalla carpa, al luccio, allo storione) e poi quel “tartufo”/”trifolo” che afferma un primato umbro-piceno molto molto significativo… e da mettere a frutto.

Il prof Ancillotti è il più grande conoscitore contemporaneo delle Tavole di Gubbio. Si tratta di 7 lastre di bronzo, scoperte nel XV secolo, dove sono incise sulle due facciate più di 4 mila parole della lingua umbro picena pre-romana, espressa  in parte con un alfabeto etrusco modificato e in parte con l’alfabeto latino. I reperti, di importanza pari o superiore alla Stele di Rosetta o alla Mummia di Zagabria, riportano uno spaccato di vita e di ritualità italica intorno al mille a.C. e toccano le corde ancestrali della nostra cultura e tradizione. Tralaltro, sono stati determinanti per conoscere sia le procedure del rito romano che i valori fonologici dell’alfabeto etrusco.

La Dieta Mediterranea ha origini antichissime, ma poche località ne possono vantare testimonianze storiche altrettanto clamorose.