GENTE DI CAMPO. I vini Remia a Falerio Picenus

Attività fisica, Convivialità, Ricerca scientifica, Storia
Adolfo Leoni
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La Cantina sorge su una porzione di Falerio Picenus, Piane di Falerone. Alzando lo sguardo, si scorge Penna San Giovanni e ci si può immaginare anche l’antica torre medievale di Agello.

Ad accogliermi c’è Giacomo Remia, faccia tranquilla, abbigliamento da lavoro. La prima vendemmia (quella dei vigneti di proprietà) è terminata da poco. Ora tocca al resto, quello in affitto. E c’è molto da fare. Ci sediamo dinanzi alle grandi cisterne.

I vigneti sono sparsi. Si trovano distesi sulle colline di Falerone, Servigliano, Santa Vittoria in Matenano, Monte Vidon Corrado e Montegiorgio località Monteverde. Proprio da qui: da Monteverde, inizia la storia agricola e vinicola della famiglia Remia. Tommaso ed Edoardo, rispettivamente nonno e zio di Giacomo, nei primi anni del Novecento danno impulso alla proprietà agricola del loro genitore Raffaele.

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Raffaele ha acquistato all’asta una ex proprietà della Chiesa. Il periodo è quello dell’annessione delle Marche allo stato Sabaudo (1860) e l’incameramento dei beni ecclesiastici.

Qui Giacomo termina il suo racconto che però continua nelle parole di un anziano agricoltore che è stato collaboratore della famiglia Remia. È lui a svelare che Raffaele, per essersi aggiudicato all’asta la ex proprietà della chiesa, subì la scomunica.

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E poi che accadde? «Che la scomunica – continua il vecchio – fu tolta dietro pagamento alla chiesa del valore della terra». Quindi, quell’appezzamento fu pagato in realtà due volte, con seri problemi per l’economia famigliare.

Ma torniamo all’oggi. “L’azienda Agricola Remia Giacomo” produce mille ettolitri di vino l’anno. Il novanta per cento viene venduto sfuso, il 10 va imbottigliato. Tra i marchi dell’imbottigliato ci sono il Rosso Farfense e il Bianco del Poggio.

I vitigni sono il Falerio, il Falerio pecorino, il Rosso piceno, la Passerina. La clientela è quasi esclusivamente locale: clienti del posto, ristoratori, enoteche e agriturismi. Il punto vendita si trova a Madonna del Mulino, Piane di Falerone.

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A proposito di agriturismi, la famiglia Remia ne ha aperto uno a Santa Vittoria in Matenano e un altro è previsto nelle campagne di Montegiorgio (zona Morosi).

Se la produzione vinicola è il cosiddetto cor business (l’attività prevalente), non manca una parte di terreno piantata ad olivo, seminativo e frutteto. In effetti, il nonno di Giacomo, Tommaso, e il padre di Giacomo, Dario, puntavano molto sulla frutta. Avevano anche impiantato con successo le susine giapponesi. Poi è arrivata la crisi del settore e c’è stata la svolta vinicola. «Con soddisfazione, spiega Giacomo, perché non mi posso proprio lamentare. A volte la produzione di vino è insufficiente alle richiese». Vino di qualità e produzione attenta alla salute. L’azienda è completamente biologica.

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Non manca neppure la produzione di miele.

A casa Remia, il figlio Lorenzo studia agraria a Macerata (quinto anno) e Matilde è iscritta al liceo scientifico di Montegiorgio.

Prenderanno le redini dell’azienda? «Liberi di scegliere», risponde Giacomo, con un sorriso enigmatico.

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