GENTE DI CAMPO. Il grano e il pane di “Michele”

Biodiversità, Prodotti genuini, Salute
Adolfo Leoni

Trovare un attimo per parlarci non è semplice. Emanuele Michilli è sempre indaffarato, specie al mattino, quando prepara pane e dolci secchi e freschi usando la farina semi-integrale con germi di grano (contiene le vitamine A B E). Si alza alle tre e mezzo. Ora che il forno s’è trasferito, causa terremoto, da Collina di Montemonaco a Marina d’Altidona, il lavoro è cresciuto ancora. Troviamo un buco in un tardo pomeriggio. Sediamo su una panca oscillante, tra vino cotto, confezioni natalizie, mele rosa, paste. Il luminoso locale (380 mq.), inaugurato il 12 novembre, è insieme panificio, negozio e casa del gusto dove trovare i prodotti dell’agroalimentare di qualità. Emanuele sceglie personalmente i produttori (da gennaio presenteranno i propri prodotti). Circola un sacco di gente. I collaboratori svolazzano veloci.

Emanuele Michilli, contadino e fornaio

Emanuele ha subito una doppia contaminazione. Suo nonno Giulio era contadino, coltivava il grano e cresceva le bestie. Infornava ogni quindici giorni il pane con lievito madre impastato dalla moglie Caterina. Il forno era a disposizione dei vicini. Quasi forno di comunità. Aveva otto figlie e nessun mezzadro così che ognuna delle ragazze ricopriva un incarico specifico: chi badava ai conigli, chi alle stalle, chi all’orto… Guai però a «farle avvicinare agli impasti nei periodi di mestruazione». Una credenza ancestrale.

Ma anche Michele Petrelli Brunati da Collina di Montemonaco, nonno di Daniela Pelliccelli, moglie di Emanuele dal 2003, era allevatore e fornaio. E la sua azienda, più tardi passata a Daniela ed Emanuele, risale al 1955.

Emanuele diventa contadino e fornaio puntando sui grani di qualità e sul biologico per sperimentata necessità. Già all’età di 8-9 anni, andando a scuola a Sarnano, non riusciva a mangiare pane e dolci prodotti industrialmente: le merendine insomma. Così da grande, ha pensato che solo la qualità preservasse la salute e si è mosso di conseguenza con le sue produzioni agricole e il suo forno a legna.

bty

Un angolo del nuovo negozio di Marina d’Altidona

Nel 2007 nasce l’Azienda agricola Michele (come il nonno della moglie). Sono 25 ettari di terreno di proprietà che si spandono da Montemonaco a Montefortino sino a Comunanza. Gli altri 45 ettari, presi in affitto, sono disposti tra Gualdo, Sant’Angelo in Pontano, Santa Vittoria. Insomma, appezzamenti distesi su tre province. Campi dove Emanuele e i suoi tre collaboratori piantano il grano tenero adatto per il pane, del tipo San Pastore, Mieti, Rebelde, e il Senatore Cappelli vincente nelle paste (fusilli, penne, tagliatelle, laccetti) tutte rigorosamente con marchio Michele. Prossimamente verrà usata anche la farina di mais.

Produzioni biologiche e di qualità. Il Mulino dove macinare i cereali e i legumi non è uno qualunque: è il mulino Silvestri, famiglia di mugnai da dieci secoli: operava già nell’anno Mille. Si trova a Torgiano di Perugia e macina con la pietra antica, quella di sempre. Il meccanismo è azionato dall’acqua del fiume Chiasso. Prima dell’operazione, grano e legumi vengono immagazzinati in silos telati che evitano le muffe. Una garanzia.

Mentre parliamo, si avvicina il piccolo Giulio, che guarda il padre.

Sarà contadino e fornaio? Probabilmente.