Gente di Campo. La Cucuzza di Calogero

Attività fisica, Biodiversità, Prodotti genuini, Salute, Stagionalità
Adolfo Leoni
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66 anni. Barba bianca ben curata. Grembiule giallo. Guanti trasparenti. Banchetto dinanzi al Mercato coperto di Fermo. Calogero Amico è uno degli espositori di Campagna Amica. Lo incontro nel sabato della Festa della Coldiretti, sta parlando agli studenti dell’ Agraria di Montegiorgio, sede staccata dell’ITI Montani. C’è anche la preside Margherita Bonanni.

La moglie di Calogero, Luigia, sta lavorando intorno a una zucca. Una zucca oblunga. È la cucuzza, mi spiega il marito. Una specie siciliana. Lui, che dalla Sicilia è salito con la famiglia quando aveva pochi anni, non lo sapeva. Gliel’hanno chiesta altri siciliani trapiantati nelle Marche. Così Calogero ne ha impiantate diverse.

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Il contadino lo fa da sempre, prima aiutando il padre Salvatore che era stato mezzadro e poi piccolo proprietario, poi facendo in proprio e acquistando più terra. Oggi l’Azienda agricola Amico Calogero può contare su 15 ettari di terreno: sette in territorio di Sant’Elpidio a Mare, nelle vicinanze del fiume Chienti e dell’Abbazia imperiale di Santa Croce; altri sette a Potenza Picena. Questi ultimi sono stati destinati a oliveto (tipi: Leccino, Sargano e Frantoio) e poi grano, foraggio, girasole. Un tempo qui si coltivavano bietole per gli zuccherifici di Fermo, Iesi e Montecosaro scalo. «La chiusura degli zuccherifici ha provocato danni nella nostra economia», spiega.

Gli otto ettari lungo la piana del Chienti servono invece per i melograni (360 piantine), per la carciofaia (carciofi precoci e tardivi) e per tutti gli ortaggi di stagione.

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Le origini siciliane gli sono rimaste appiccicate. Non per nulla Calogero ha un impianto i Fichi d’India. «Non è che vadano alla grande sul mercato, però io ci tengo». Come ci tiene per le more, i lamponi e i mirtilli, un buon quantitativo il cui commercio è piuttosto fiorente. Verso chi? «Tante sono le gelaterie che me li richiedono». E ciò che rimane diventa marmellata e succhi.

Per l’imbottigliamento dell’olio e dei succhi, e per il confezionamento delle

marmellate Calogero fa riferimento a laboratori esterni alla sua azienda.

Lui vorrebbe farsene uno in proprio. Al momento però l’iter burocratico gli sembra piuttosto complesso.

L’oriundo siciliano è pieno di idee. È vero che sua moglie lo invita a «starsene un po’ calmo», ma lui proprio non riesce. Il suo progetto è di aprire un agriturismo in un vecchio casale da ristrutturare, di sua proprietà. Un altro progetto è quello di entrare in affari con la Ferrero.

La nota azienda cerca produttori di nocciole per Nutella e cioccolate varie.

Calogero è pronto per un nuovo impianto. Quando si hanno mete non si invecchia mai.

Difficile fermarlo. D’altronde è da quando era adolescente che gli piace provare, innovare, sfidare. È stato, a quell’epoca, il primo o tra i primi, ad acquistare un trattore. E si è messo sul mercato come terzista. Aveva solo 17 anni e dovette prendere la patente A-agricola.

Quel trattore ce l’ha ancora. Così come numerosissimi antichi attrezzi per lavorare la terra.

Calogero è anche un gran collezionista.

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