GENTE DI CAMPO. L’azieda Masili, pastorizia e ristorazione. Ad Amandola

Convivialità, Gastronomia, Ospitalità, Prodotti genuini
Adolfo Leoni
In questo articolo parliamo di:

Giornata stupenda quella di sabato scorso. Da Madonna della Piana si scorge una Amandola originale. Issata sulla rupe come un fortilizio medievale.

Come tante punte di lancia s’ergono i colli vicini.

Sto cercando l’azienda agricola Masili Luigi. Il cognome tradisce l’origine. Luigi è sardo. Ha lasciato la sua isola a 11 anni per seguire la famiglia. Una famiglia di pastori da sempre. E pastori sbarcati prima in Toscana e poi nelle Marche dove altri colleghi s’erano fermati prima di loro.

Pecore e maialini, è l’attività di allevatore di Luigi. Maialini tipicamente sardi ovviamente, così come di razza sarda anche le pecore, che sono più piccole delle nostrane ma capaci di dare più latte.

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La famiglia Masili

Le une e gli altri li puoi incontrare liberi nella spianata e nel bosco che circondano una bella e suggestiva abitazione in pietra (in effetti di costruzioni ne sarebbero due confinanti). Il verde qui impera. Lussureggiante. Non mancano le querce a delimitare il bordo strada. I viottoli si aprono su decine di percorsi. La strada è bianca e soda.

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50 ettari in proprietà e affitto, la maggior parte è terra da pascolo con tanti alberi attorno. Ci sono poi gli spazi per i cereali: orzo e biada.

La neve dell’ultimo inverno ha fatto danni. 40 ovini sono morti nella caduta di un ricovero.

Il terremoto non ha dato tregua. La torretta che ospitava una camera è stata seriamente danneggiata tanto da dover essere abbattuta. Eppure, si va avanti. Anche qui non si molla.

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Latte e formaggi sono i prodotti dell’azienda Masili.  Il latte in eccesso viene consegnato alla cooperativa Sibilla di cui Luigi è socio. Ma la gran parte serve per uso interno, che non è solo quello famigliare. Anzi.

Perché da 15 anni è stato aperto un agriturismo che ha preso il nome della contrada Madonna della Piana che, a sua volta, ha avuto quel nome per la presenza di una chiesa dedicata alla Vergine. Oggi ne restano solo rovine.

Dunque, allevamento e cucina. Queste le attività dell’azienda Masili.

Luigi, oltre a pascolarlo, il maialino, lo cuoce divinamente, raccontano i clienti, con le erbe giuste e con le giuste tinture.

Sua moglie Patrizia, che invece è amandolese doc, risulta molto esperta negli antipasti e nei primi.

Francesco ha 31 anni, diplomato all’Istituto Professionale di Sarnano, funge da aiuto in sala e da una mano nell’allevamento. È uno dei pochi giovani – forse l’unico – che ho incontrato senza l’attrazione fatale per facebook.

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Come farsi i clienti? La sua risposta è lapidaria: «Buoni prodotti, buona cucina, e passa parola».

La struttura ha anche sei camere per l’ospitalità. Per sei mesi però è rimasta chiusa causa sisma. Ora non più.

Se domandi il piatto forte della casa, ti sentirai rispondere con una sfilza di tipicità sarde tra cui il pane carasau e i ravioli. Poi, si va sicuri sulla coratella d’agnello e, naturalmente, il maialino arrosto.

Sviluppi? L’azienda punta decisamente sugli ovini ma anche sull’ampliamento dell’agriturismo. Occorrerebbe allargare la cucina e predisporre anche una piscina. Ma qui entra in campo la burocrazia. E il discorso devia…

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