GENTE DI CAMPO. L’azienda di Valentina. Tra Casacce e Fienile

Biodiversità, Convivialità, Gastronomia, Ospitalità
Adolfo Leoni
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La giornata scelta per la visita è quelle dall’aria frizzante e dal cielo terso. Le previsioni dicevano: pioggia. Incontro il sole e i Sibillini imbiancati a metà.

L’azienda agricola Le Casacce si trova a Montefalcone Appennino, Contrada Cese, distendendosi verso il fiume Tenna, in direzione di Monte San Martino. 10 ettari di terreno dove c’è un po’ di tutto. L’orto è stato il primo intervento effettuato dalla famiglia Andreucci, i proprietari: pomodori, zucchine, patate, peperoncini messicani. Poi, ci sono gli alberi di mele rosa, molto richiesta. Avete mai provato «lo spezzatino alla mela rosa»? Incantevole.

bdr

Valentina Andreucci

Poco più in là sono cresciuti gli olivi. Hanno circa 150 anni. Le olive sono del tipo leccino e piantone di Falerone. Dalla vigna viene il sangiovese, ma «più per esigenze familiari e per dono agli amici». Le querce abbondano e con esse una «grande tartufaia ma che produce poco».

Chi mi parla è la titolare, Valentina Andreucci. La sua famiglia ha rilevato il terreno ad aprile del 2016. E il primo intervento è stato proprio quello di ripristinare l’orto.

Casacce

“Le Casacce”

Valentina ha studiato al liceo classico Annibal Caro di Fermo e si è poi iscritta a Lettera all’università di Macerata. Le manca poco per laurearsi. Aspetta di avere più tempo a disposizione. I suoi impegni sono molteplici. A fine settimana cura l’orto de Le Casacce e sostiene «psicologicamente» Mario, che è il padre del suo compagno Federico. Mario, scherzando, dice di «essere il mezzadro di Valentina». Negli altri giorni, la giovane letterata aiuta invece Federico nella gestione de Il Fienile. La struttura è molto bella. Unisce l’idea del vecchio fienile di campagna a quella di un edificio moderno ed efficiente. Efficiente per  cosa? Per la vendita su tre piani dei prodotti agro-alimentari, di qualità, che arrivano dall’azienda Le Casacce ma anche dal territorio circostante: Montemonaco, Amandola, Penna San Giovanni, Monte San Martino. Dai legumi alla cicerchia, dalla pasta al pane sino ai dolci e le marmellate.

fienile

Il Fienile di Smerillo

Ci sono poi le patate viola (che sono piccole e gustosissime) e il topinambur (una specie anch’esso di patata). Questi due ultimi «stupiscono gli anziani, appaiono come qualcosa di esotico essendo invece colture antiche. Molto meno stupiscono i giovani che s’informano». Il fienile sorge a pochi metri dall’ex stazione ferroviaria di Smerillo. Davanti all’ingresso si nota ancora il tracciato delle vecchia ferrovia, i binari sono spariti da tempo.

Fienile inaugurazione

Il giorno dell’inaugurazione

Al Fienile passano numerosi clienti. Il terremoto però qualche danno lo ha prodotto. Non alla struttura. Al turismo invece. L’estate scorsa ha visto una forte diminuzione di turisti e, dunque, un calo di quel tipo di clientela. Ora che il sisma sembra rientrato, si spera in una ripresa.

Fienile farina

Tornando a Le Casacce, la neve dell’inverno scorso ha provocato danni. Tre capanne usate come ricovero di attrezzi e fienili sono venute giù. Così che «il trattore cingolato, il vomere e i mezzi da semina sono rimasti all’aperto». Ma si va avanti. Determinati e con coraggio.

Il paesaggio, l’aria, la campagna sono il plus valore della Terra di Marca.

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