GENTE DI CAMPO. L’azienda tricolore. Il corbezzolo di Moresco

Attività fisica, Biodiversità, Ospitalità, Stagionalità
Adolfo Leoni
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Non sapevo che esistesse una pianta del Risorgimento. Invece esiste. Ed è originale. La chiamano Corbezzolo e, ancora in questi giorni, ma soprattutto in novembre, presenta un tricolore fatto dal fiore bianco, dalla foglia verde e dal rosso del frutto. Stupendo. Direi proprio: Corbezzoli. Giorni fa, di corbezzoli ne ho visti, e tanti, in un luogo incantato. Si scende da Moresco verso la valle dell’Aso, superando la chiesa di Santa Maria dell’Olmo si procede fiancheggiati da una querceta che sembra non finire mai. Quasi alla fine vedrete un luogo che assomiglia, fatte le dovute proporzioni, alla Villa Adriana di Tivoli. Archi, trabeazioni, fregi, pavimentazione: tutto di color bianco. E vedrete ancora una statua di Nettuno, una di Ercole, una del Discobolo e, più sotto, una di Ebe.

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Andrea Mircoli

Una sorpresa in piena campagna da dove si scorge la mole della Torre Eptagonale. Il tutto circondato perimetralmente da piante di… corbezzoli. Mi trovo nell’Azienda agricola di Andrea Mircoli: una collina che declina dolcemente verso valle. 3,5 ettari sono coperti da ulivi. Gli alberi sono ancora giovani, hanno cinque anni, due meno dell’azienda. I due terzi producono oliva tenera ascolana, il terzo restante è dedicato al Piantone di Falerone. Più a monte, il proprietario ha ricavato una grossa cisterna di raccolta dell’acqua piovana ed usa il sistema dell’irrigazione a goccia, come in Israele che ha reso fertili strisce di deserto. Altri 14 ettari sono a grano ed orzo, ma Andrea li ha dati in affitto.

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La sua azienda produce olio. Ma la specialità – e così torniamo daccapo – sono le confetture di corbezzoli. Un frutto dolcissimo che sta tra la ciliegia e la fragola. Plinio il Vecchio già le conosceva e intimava di non mangiarne troppe: provocavano l’estasi. Sicuramente del palato!

L’azienda moreschina ne ha cresciute 400 di piante.

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Il corbezzolo, spiega Andrea, è indicato in tantissime ricette culinarie. Ma non solo.

L’azienda Mircoli sta provando la realizzazione della grappa al corbezzolo. Così come ha prodotto l’aceto al corbezzolo.

Più difficile invece trarne del miele come accade invece in Sardegna dove il clima è più idoneo.

Essendo anche una pianta officinale il corbezzolo ha «un forte potere disinfettante e anche utile in caso di infiammazioni soprattutto dell’apparato urogenitale (cistiti). Il corbezzolo risulta anche essere utile come diuretico, antispasmodico e antidiarroico».

A maggio prossimo, Andrea aprirà il punto degustazione nella struttura bianca tra le statue di dei ed eroi. La scelta di Mircoli è in linea con il suo amore per storia e archeologia. È il presidente dell’Archeo-Club di Fermo.

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Quando c’è da raccogliere oliva e corbezzolo, si mobilitano anche la sorella Daniela, insegnante di lettere, e il padre Ascenso, imprenditore edile. Tutti in campo.

Dal balcone, guardando verso ovest dove gli ulivi terminano, ci sono piante di nocciole. Sono la goduria dei tanti scoiattoli che abitano quella macchia. Se attendessi un po’, spiega Andrea, vedrei anche caprioli, lepri e istrici. Cinghiali no. Grazie a Dio.

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