Gente di Campo. Vini, sapori e sapori. Una strada, un cammino, una Terra. Di Marca

Ospitalità, Prodotti genuini, Storia, Tradizione
Adolfo Leoni
In questo articolo parliamo di:

Una chiamata a raccolta per sviluppare un tipo di turismo che sta andando per la maggiore: quello del vino.

Sono centinaia di migliaia quanti si muovono alla ricerca della cantina giusta. Se poi, accanto al vino, mettete il cibo di qualità, le centinaia di migliaia di turisti si trasformano in decine di milioni.

La strada è stata aperta. Anche il fermano sta meditando di percorrerla, ma ampliandola con altre proposte.

Domenica 11 novembre, ricorrenza di San Martino. Giornata simbolo per l’agricoltura. Giornata giusta per lanciare «il progetto “Strade dei vini, dei saperi e dei sapori fermani”».È stato stilato da David Bonassi, giornalista e presidente della giuria del premio San Martino d’oro,bresciano ma sposato con una giovane filosofa fermana. L’idea è conseguente proprio al san Martino d’oro, proposto ogni anno dall’Associazione Armonica-Mentepresieduta dall’infaticabile Nunzia Luciani.

L’obiettivo,ha precisato Bassetti alla platea di operatori turistici, produttori di vino, rappresentanti di associazioni, è quello di «sviluppare itinerari che favoriscano la scoperta delle identità locali,valorizzando le risorse storiche, culturali, artistiche,naturalistiche e le tradizioni artigianali, musicali, gastronomiche del nostro ricco patrimonio. Un’unica linea per descrivere il o territoriale caratterizzato da tre fiumi e da tre valli: Aso ,Ete e Tenna. Un segno semplice ed efficace per unire, nel racconto iconografico, elementi naturali, storici, architettonici ed economici».

«Il progetto – ha marcato la Luciani nell’introduzione – si propone di accrescere la notorietà, la conoscenza, l’immagine del fermano,attraverso i prodotti enogastronomici e culturali, per incentivarne lo sviluppo turistico, economico e culturale».

«Ma c’è necessità di promozionare il prodotto vino? Siamo all’altezza di stare sul mercato?» si è domandato l’agronomo Mario Iommi. La risposta è stata: «Sì, siamo all’altezza, ma occorre rompere una mentalità chiusa, aprirsi alla collaborazione».

Adesione al progetto è stata data da Barbara Paglialunga, rappresentante dei sommelier marchigiani.

I componenti il Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea, tra cui il Presidente Lando Siliquini, si sono detti pronti a concedere ai produttori, alle cantine, agli operatori turistici, il marchio Dieta mediterranea recentemente registrato presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Marchio unificante una Terra. «È la strada per creare impasto giusto», ha commentato lo chef Guido Tassotti in partenza per Sarajevo dove ha portato la cucina marchigiana. Ci vorrebbe una Fondazione, ha proposto il sindaco Paolo Calcinaro.

Vino, allora, come motore di nuovo sviluppo. A questo proposito va citata l’iniziativa che fa capo all’Università di Macerata, grazie al prof. Alessio Caviccchi, coordinatrice del progetto europeo The Wine Lab. Sempre nell’ambito universitario,il sei dicembre, sarà presentato il libro Quando il vino e l’olio erano doni degli dei, di Arianna Fermani e Mino Ianne. E l’«impasto» vino, olio, prodotti di qualità, cultura e arte saranno i protagonisti della quinta Fiera delle Qualitàdel 9 dicembre a Montegiorgio.

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