“La Casa Vecchia” di Katia e Maria

Convivialità, Gastronomia, Ospitalità, Prodotti genuini
Adolfo Leoni
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Il nome della via è suggestivo: Strada Fonte Lebrige. Mi trovo a Sant’Elpidio a Mare. Esattamente, sopra a Villa Falconi, superata la chiesa di Santa Caterina. Ci sono querce in abbondanza ad ombreggiare lo stretto percorso. Mi hanno segnalato una piccola azienda con annesso agriturismo. Vado.

L’insegna recita: La Casa vecchia. Che poi vecchia non è. È stata ben ristrutturata. Ma quell’aggettivo forse sta per casa da sempre occupata dai Petrini. Casa di famiglia, dunque. Motivo per cui le sorelle Maria e Katia sono rimaste lì e lì coltivano la terra, allevano animali, fanno l’orto e tirano avanti l’agriturismo. Entrambe ragioniere, la prima anche laureata in Scienze bancarie.

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Le sorelle Katia e Maria

Maria e suo marito hanno quattro figli; Katia e suo marito ne hanno tre. Poi c’è mamma Agnese Ciurluini che potrebbe essere testimonial della longevità attiva: 80 anni e tanta voglia ancora di dare aiuto. Quasi una famiglia patriarcale.

Quando arrivo al cancello, con davanti lo spazio destinato alla sosta e allo scarico dei camper, noto che Maria sta scendendo dalla collina con un cesto pieno di pomodori rossi. Ci raggiunge anche Katia. Ci sediamo all’ombra di un gazebo in legno.

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Cinque gli ettari di terra dove coltivare cereali, crescere olivi e curare la vigna.

Tutto quello che viene prodotto è ad uso dell’agriturismo: 40 posti, aperto per i fine settimana, e su prenotazione anche in giorni diversi.

Facciamo un giro della campagna. Dietro a casa c’è il ricovero delle oche, delle papere, delle galline, faraone… Poco più sopra, un rettangolo recitato ospita quattro pony, per lo meno sono quelli che scorgo. I bambini delle famiglie che vengono a pranzo o a cena si divertono come matti in questa fattoria che viene fatta visitare accuratamente.

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Mi informo dei tipi di olio: frantoio, sargano, pendolino, leccino. Non mancano le olive ascolane.

I vini sono solo bianchi, come da passione del babbo Amedeo, che fu all’inizio dell’azienda agricola. Ci sono il trebbiano, la passerina e la malvasia. «Tutta la produzione – ribadiscono – è per gli ospiti dell’agriturismo».

In cucina, le sorelle si dividono i compiti. Katia è specializzata nei primi piatti e nei dolci: dai vincisgrassi alle tagliatelle, dalla zuppa inglese alle crostate. Maria ama preparare arrosti e sughi.

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La domanda è impertinente: andate sempre d’accordo? Le risate si sprecano, come dire: siamo sorelle e ci vogliamo bene ma se qualcosa dell’altra non ci sconfinfera siamo anche capaci di burrasca.

Punto di forza? Risposta immediata: «Il cibo di casa, quello che mangiamo noi è lo stesso che serviamo ai nostri ospitati».

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Potevano fare altro? Eh sì, che potevano. «Ma la campagna c’era, la casa c’era, e, soprattutto c’era la gran voglia di stare nella natura in serenità».

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La fatica non manca, certamente. Gli uomini di casa, che svolgono un altro mestiere, danno una mano ma solo nei fine settimana. Per il resto tocca alle donne. Azienda tutta al femminile! Una garanzia però. Dicono che, al di là dei cliché televisivi, i migliori cuochi sono le donne, anche se indossano, come Maria e Katia, i calzoncini da uomo.

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