Meglio gli ortaggi dei Codici. Giovanni De Carolis dalla Giurisprudenza al lavoro nei campi

Biodiversità, Prodotti genuini, Stagionalità
Adolfo Leoni
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Maglietta amaranto con scritta: Aeronautica militare. Fa pensare al volo ma chi mi sta di fronte è ben piantato a terra. In ogni senso.

Giovanni De Carolis, 51 anni, professione: contadino. Lo dice lui, con orgoglio. Lo diceva già all’età di cinque anni quando, parenti e amici, ponevano la fatidica domanda: che vorrai fare da grande? Il contadino. Appunto.

Giovanni, diplomato all’Istituto Agrario di Macerata, si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, poi, a due esami dalla laurea, ha sentito il richiamo della terra, la bellezza del lavoro manuale, la libertà.

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A dx Giovanni De Carolis con suo padre Raffaele

Se non si tengono in considerazione questi fattori, non si capisce come si possa restare in campagna sfidando clima e durezza.

Perché la durezza c’è. «È faticosa l’agricoltura» spiega Giovanni, «La campagna richiede lavoro continuo». Eppure…

Quattro ettari di proprietà e due in affitto. La zona è stupenda: Sant’Elpidio a Mare, esattamente la piana tra Casette d’Ete e Montecosaro Scalo. Lì vicino sorge la Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti, il «primo distretto agro-alimentare e industriale delle Marche», primo ventennio dell’Ottocento. Se si aguzza la vista, dal campo di orzo dorato (che viene conferito al Consorzio) di Giovanni si potrebbe intravedere la basilica.

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Il campo di orzo

L’azienda agraria prende il nome da Giovanni De Carolis. Anno di nascita dell’impresa: 1970. L’inizio fu di nonno Tommaso, che faceva il mezzadro a Campofilone dove oggi sorge La Vecchia Monta. Poi, l’acquisto della terra, il trasferimento a Sant’Elpidio a Mare, l’impegno tra i campi di babbo Raffaele e, infine, l’intervento di Giovanni.

Mentre pongo domande, Raffaele, quasi ottantenne, entra ed esce dall’edificio dove si prepara la consegna. L’azienda produce ortaggi. Di ogni tipo: dai pomodori alle zucchine, dal sedano alle cipolle, dai cetrioli ai piselli, alle fragole ecc. ecc.

La produzione viene quasi tutta assorbita da due Conad: uno a Porto San Giorgio e un altro a Civitanova Marche. Tra i clienti, c’è anche una – chiamiamola così – boutique del gusto, a Porto San Giorgio, originale anche nel nome: Terra di Mezzo.

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Alcune delle serre aziendali

Quattro volte alla settimana, Giovanni, alle cinque del mattino, carica il furgone alla volta di Fermo. Al Mercato di Piazza Dante opera sua moglie: Rosanna Rinaldi.

Mentre passeggiamo tra le serre (sono cinquemila i metri quadrati coperti), incontriamo un’altra colonna di casa: la signora Gerarda Malavolta, madre di Giovanni. Intanto, scodinzola tra noi la cagnetta Laika.

Chiedo dei rischi in agricoltura. Nei giorni scorsi la grandinata eccezionale ha bucato le coperture più vecchie. E quando spira, il libeccio arriva a 100/110 km orari atterrando le serre. Ci sono poi momenti, specie a ottobre e novembre, in cui la notte è già troppo freddo e il giorno è ancora troppo caldo.

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Ma le soddisfazioni? «Ci sono, ci sono. Non tanto sotto il profilo economico. La sera quando vado a letto sono felice, e la mattina quando mi alzo ho tanta voglia di fare».

Tuo figlio Daniele di 10 anni farà il contadino? «Macché. Pensa ad altro. Farà il cuoco». Forse per mettere nel piatto le bontà dell’azienda paterna.

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