MINORI PER MODO DI DIRE. Cambiare lavoro, favorire la passione. Il caso di Daniele Medori

Convivialità, Gastronomia, Ospitalità
Adolfo Leoni
In questo articolo parliamo di:

In arte è «Lele». Così lo conoscono i più. All’anagrafe invece è Daniele Medori. Un uomo che a 60 anni ha ricominciato una nuova attività. È ripartito da una passione giovanile. È tornato a scuola. Ha supera gli esami. Si è riconvertito. Ed è un esempio. Da raccontare ai giovani.

Lo incontro nella sua casa di Lapedona, che c’entra molto con questo racconto. Purtroppo la nebbia impedisce una visuale altrimenti stupenda. Sediamo in cucina. La stufa di maiolica è imponente. Il caffè profuma. Come profuma il sigaro che Lele sta fumando. Al collo, un minuscolo cornetto rosso. Invidia?

Medori cuoco

Daniele Medori chef

Partiamo dall’inizio. Daniele studia all’ITI Montani, diventa chimico. Si iscrive alla facoltà di Farmacia. Non termina gli studi ma inizia a lavorare nel settore legno. Vende legname. Poi diventa rappresentante di prodotti vari, tra cui i giocattoli. 32 anni di onorata carriera e quasi 80 mila chilometri in auto all’anno. Nel 2003 un viaggio con la moglie Alessandra. In Bretagna. Oceano, paesaggi, cibo, accoglienza. Al ritorno, Lele decide di aprire la sua casa e dar vita ad un B&B. Un passo d’avvicinamento a quella che sarà la sua nuova professione.

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Il diploma di “Cesarino”

Nel 2015, l’azienda per cui lavora risente della crisi. Daniele termina il rapporto di lavoro. Ha quasi 60 anni. Difficile trovare un nuovo impiego. Il momento è duro per tutti.

«Mi sono trovato – racconta – dinanzi ad un bivio: o la strada della depressione o quella di un cambiamento di vita». Da scout, qual è sempre stato, sceglie la seconda. Partendo da una passione giovanile. Complici, a suo tempo, mamma Clementina (Tina) e le nonne Nena e Pierina. Loro amavano cucinare, far dolci, preparare e stendere la pannella. Lele ci metteva sempre le mani.

A dieci lustri di distanza la passione diventa professione: cuoco.

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L’home restaurant di Medori

E per diventarlo sul serio, Lele frequenta il corso per il controllo degli alimenti: l’HCCP. Si iscrive all’Accademia degli chef di San Benedetto del Tronto: 8 mesi di scuola. Supera l’esame, si diploma e dà vita all’Home Restaurant. Cos’è? Il ristorante casalingo, la casa aperta per pranzi e cene di piccole comitive. Il menù è ottimo, il clima quello della famiglia. Come dire «sei in casa ma mangi come al ristorante». Un successo. Tanto da ottenere recentemente il titolo di “Cesarino” della Regione Marche. Dove Le Cesarine (o, da poco, anche i Cesarini) sono coloro che amano «cucinare più di ogni altra cosa, conoscere i piatti della tradizione, conservare le ricette della nonna e i suoi ingredienti segreti».

Che sta preparando Lele? «Spezzatino alla mela rosa, zuppa inglese, pane fatto in casa, frittata in trippa». E tutti i prodotti che vengono dalle campagne circostanti.

E l’auto? «Da 80 mila chilometri all’anno a zero chilometri o quasi. Una pace».

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La Scheda:

Daniele Lele Medori è nato a Ortezzano il 19 ottobre del 1956.

Successivamente, si è trasferito a Porto San Giorgio con la famiglia. Entrato in seminario, ha frequentato il liceo classico. Uscitone, si è diplomato all’ITI Montani di Fermo. Per 43 anni è stato scout e capo scout. Ha appeso da poco il fazzolettone al chiodo per «favorire la responsabilità di nuovi giovani».

Da adolescente, insieme a cugini e cugine, ha preso parte al gruppo I Nipoti di Pierina che riproponevano, con esibizioni in diversi luoghi del fermano, gli stornelli popolari imparati dalla nonna che li cantava nelle più diverse circostanze.

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