MINORI… PER MODO DI DIRE. Case, terre, paesaggi. Il gusto di Monica

Attività fisica, Convivialità, Ospitalità
Adolfo Leoni
In questo articolo parliamo di:

Sommità di Amandola, vicino alla Torre medievale.

Ho sempre invidiato il proprietario di quel giardino: ampio, curato, panorama vertiginoso. Un luogo di bellezza, così come l’antica casa a metà tra l’edificio quattrocentesco, dove si lavorava il panno-lana, e, probabilmente, un’altra torre medievale.

Appartengono a Monica Bruni.

Bruni Monica

Monica Bruni con la pietra trovata ai piedi del Monte Sibilla

Sediamo in salotto. Divani di pelle nera, un grande camino, un incensiere che pende sulla destra, alcuni candelieri sulle scale che conducono alle camere. Gusto e raffinatezza.

D’altronde, poteva essere diversamente? Monica Bruni è la titolare di “Case da abitare”. Ha un giro incredibile di clienti esteri cui segnale, spiega, e vende abitazioni, specie nelle Marche Sud.

Agente immobiliare? Sì, ma atipico. Di quelli che colgono prima, e propongono poi un’abitazione nel suo contesto: genius loci, storia, paesaggio, tradizioni, vita sociale. Fascino.

Bruni - particolare pietra

Le Marche e soprattutto il Piceno Monica se li è girati in lungo e in largo, con la vespa. Tornata ad Amandola, nel 1992, dopo undici anni a Roma dove era iscritta ad Architettura a Valle Giulia e dove aveva lavorato in alcuni studi, ha iniziato a dar corso alla sua passione per la storia dell’architettura e archeologia. Una fissa è stata la città di Novana, scomparsa da secoli. Ne parlava Plinio il vecchio, è ubicabile presso l’area di Montedinove. Girando, guardando, cercando, Monica s’è imbattuta in case – a volte anche ruderi – in vendita. Ha così aperto un canale con il mondo. Tra i suoi clienti ci sono inglesi, che lei ama particolarmente, poi statunitensi, canadesi, israeliani. Il primo fu Michael Eldrige, «sottratto alla Toscana». Gli vendette un ex conventino di campagna.

La sua attività professionale nasce da un incontro fortuito proprio ad Amandola. Con Deborah (Debby), inglese. L’anno è il 1997, quello del terremoto.

Primo passo fu quello di affittare un casale in contrada San Ruffino. «Con i pochi soldi che avevo – spiega Monica – acquistammo uno scanner e un computer, e  costruimmo il primo sito web regionale per la vendita di case all’estero».

Bruni - Monica 2

Monica crede ai segni e all’oroscopo (è Vergine ascendente Leone). «Il leone e il numero otto sono ricorrenti nella mia vita». Sulla parete del salone spicca un drappo di Castel Leone.

Mentre mi fa visitare la sua casa, dal tavolo in cristallo della sala da pranzo solleva un oggetto. È una statuetta di pietra bianchissima: una donna, un’immagine di fertilità. «L’ho trovata nei giorni scorsi sotto l’Antro della Sibilla».

Biondina, occhi azzurri, magra, dinamicissima. Legge di filosofia e fa parte del Comitato del Filo-Fest. Nei giorni scorsi ha ospitato Vito Mancuso.

Tutta la musica le va bene. Mentre parla, accarezza Niger, un cane che nulla ha da dire ai tre gatti (uno è nerissimo) che scorrazzano dappertutto.

Bruni Leone

La Scheda:

Monica Bruni è nata ad Amandola. Dopo il diploma da Geometra conseguito nell’Istituto della sua cittadina, si iscrive ad Architettura a Roma. Inizia ad interessarsi di politica. Entra a far parte del Movimento giovanile socialista – Direzione giovanile. Conosce l’ex ministro De Michelis. Il 1992 è l’anno della svolta.

Torna ad Amandola e lavora per un periodo all’ ufficio tecnico comunale. Il contratto è a tempo determinato. Allo scadere, opta per mettersi in proprio.

La sua casa profuma di Pot Pourri, una miscela di bacche, foglie e petali di fiore, dell’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella di Firenze.

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