MINORI PER MODO DI DIRE. La voglia del Profeta. Un bistrot a Montegiberto

Convivialità, Gastronomia, Prodotti genuini
Adolfo Leoni
In questo articolo parliamo di:

Montegiberto. A due passi dal santuario della Madonna delle Grazie, Paolo Corradi, con una grande scopa di radica, sta togliendo le foglie nel piccolo piazzale davanti al Coal della sua famiglia.

Con Paolo, salutandoci, facciamo lo stesso ragionamento: un tempo, quando nevicava sul serio, ognuno apriva la piccola «rotta» che dalla casa conduceva alla via principale. E Paolo la faceva per sé e per gli anziani che abitavano nei pressi. Un’educazione ricevuta in famiglia.

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La coppia del Profeta: Gelsomina Fiore e Paolo Corradi

Ad agosto Paolo ha aperto un locale adiacente al piccolo supermercato. Lo ha chiamato Bistrot. Ha 24 posti, un interno incantevole. Tavoli in legno massiccio, credenze con vetri da cui risaltano i prodotti alimentari del territorio, figure di animali sospesi su mensole, un focolare ampio, una vecchia bilancia, una bicicletta bianca e una stupenda macchina per scrivere fine Ottocento. Locale di buon mangiare e di calda ospitalità. Dalla cucina sbuca Gelsomina Fiore, compagna di Paolo, casertana di nascita, marchigiana da 25 anni. Una cuffia nera «da pirata» le raccoglie e nasconde i capelli.

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Un angolo del Bistrot

Il locale è stato battezzato Il Profeta. Non c’entra il libro di Gibran. Guardo Paolo e capisco: ha la barba nerissima e lunga.

C’è dell’altro. Se è vero che nessuno è profeta in patria, lui, loro, hanno sfidato vecchi detti e convenzioni.

Il locale ora c’è. Il cibo è buono, i prodotti vengono dalle aziende di qualità del territorio, il vino è sapientemente scelto. I piatti preparati da Gelsomina e Paolo sono attenti ai gusti della clientela. «La nostra cucina è sincera, ripropone sapori di un tempo», spiegano all’unisono.

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Gelsomina ha studiato presso l’Accademia degli chef di San Benedetto del Tronto; Paolo ce l’ha nel sangue, segue corsi, studia, s’impegna. Gli manca poco per diventare sommelier.

Per 23 anni ha lavorato nel Coal che è stato di sua nonna Maria (Marì per tutti), e di sua madre Marcella. Una storia di 80 anni.

Poi, la decisione di aprire un locale tutto suo, ovvero di coppia.

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Una coppia che diventa tale proprio per la passione culinaria. Mi raccontano l’origine andando un po’ indietro nel tempo: Paolo ha acquistato del pesce freschissimo, occorre cucinarlo in casa. Dove? Gelsomina si offre di aprire la propria cucina e di cimentarsi ai fornelli. Ottima cena, ottimo vino. E ottima compagnia.

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Paolo continua a dare una mano nel Coal, che rimane aperto solo di mattina. Il Profeta invece apre di sera, per ora solo il venerdì sabato e domenica. Facebook aiuta nella promozione. I giovani arrivano dai paesi vicini. Le serate sono piacevoli e a tema: pesce il venerdì, carne il sabato, tutto il resto la domenica.

«Vogliamo proporre serate simpatiche, leggere e stupire con i nostri piatti».

Ci salutiamo sulle note di De Andrè e De Gregori. Bel luogo, bella gente. Belle speranze.

La Scheda:

Gelsomina è nata a Caserta 40 anni fa. Da piccola sognava un futuro in divisa. Suo padre era agente della polizia penitenziaria, suo zio finanziere. La cucina ha invece prevalso. Forse per l’attrazione dei piatti di mamma Antonietta e di nonna Gelsomina.

«Con il mestolo assaggiavo tutti i loro cibi». Ama la musica anni 60 e 70 e le piace dormire (quando può, ovviamente).

Paolo ha 41 anni e una enorme passione per le moto. Possiede due triumph tre cilindri: una stupenda Legend e una moderna Tiger 1050. Diploma di ragioniere, alle medie amava l’educazione civica. Forse anche per questo Il Profeta aiuta a ricreare comunità

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