MINORI… PER MODO DI DIRE. Nel Fermano un’associazione per Maria Montessori. Un metodo per la scuola

Ospitalità, Salute, Storia
Adolfo Leoni
In questo articolo parliamo di:

Stavolta non parliamo di un singolo. Ma di una associazione e della donna che ne è stata l’origine.

Maria Tecla Artemisia Montessori ce la ricordiamo per le fruttuose Mille Lire: composta, con una pettinatura primi anni Novecento e un cammeo al collo. Potremmo però dimenticare il bene che ha fatto alla gioventù e alle famiglie come educatrice, pedagogista, medico, neuropsichiatra infantile.

E, allora, mi lascio colpire da un nucleo di signore e signori  che da qualche anno sta lavorando per portare nella scuola pubblica il metodo Montessori.

Ne parlo con Michela Melograni, presidente dell’Associazione Montessori onlus di Porto San Giorgio.

Montessori logo

Lei è avvocato e madre di Riccardo/Richi e Tommaso/Tommy.

Un’attenzione educativa molto spiccata che traspare da una frase pubblicata sulla sua pagina facebook: «Due sono i doni che dovremo fare ai nostri figli: il primo sono le radici, il secondo sono le ali». Libertà e capacità critica, poggiate su un fondamento solido.

Tutto nasce nel 2012. Al Fermo-Forum c’è un evento. Partecipa il prof. Luciano Mazzetti. Il docente è anche presidente del Centro Internazionale Montessori di Perugia. Su un tavolo antistante la sala conferenze sono depositati dei «legnetti», sembrano giochi. Il figlio di Michela, Richi, ne è attratto. Ma, spiega un’insegnante, non sono giochi da tavolo, sono materiali didattici. La manualità è il «segreto» della Montessori. Perché la «mente apprende quel che la mano tocca». C’è poi il bambino «come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali». Gli si dia tempo! C’è una libertà dell’allievo che favorisce la creatività. È un po’ lo sviluppo dei talenti innati in ognuno, in un ambito di confronto. Un metodo. Si apre un mondo. Michela si reca a Perugia dal prof. Mazzetti, prende contatti con scuole montessoriane presenti a Civitanova Marche e Castelfidardo, oltre che con la Fondazione Montessori di Chiaravalle.

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Nel 2014 nasce l’associazione: c’è bisogno di una figura giuridica che tratti con le istituzioni.

Del direttivo fanno oggi parte Maria Luisa Mandolesi (vice presidente), Michela Serra, Flaviano Maricotti, Cesare Richiedei. Altri genitori aderiscono come soci: punto unificante è l’attenzione all’educazione dei figli.

L’ISC Nardi di Porto San Giorgio è sensibile. La dirigente Daniela Medori consente di adottare il metodo Montessori. Il sindaco Nicola Loira appoggia l’iniziativa. Nasce la prima sezione della “Casa dei Bambini” alla scuola dell’infanzia, e, contemporaneamente, una prima sezione alla scuola primaria. Nell’anno successivo un’altra sezione di “Casa dei Bambini” viene aperta a Fermo.

Gli insegnanti si preparano con corsi di specializzazione che durano quasi due anni, entrando così nelle graduatorie speciali.

Si può fare. Si fa.

La Scheda:

L’associazione Montessori onlus di Porto San Giorgio ha come logo  una mano che tiene il mondo, e sul mondo c’è una caravella che lo attraversa, una barca per scoprirlo e visitarlo.

«Regaliamo piccole cose» diceva la Montessori, convinta che «ciò che il bambino apprende deve essere interessante, deve affascinarlo: bisogna offrirgli cose grandiose: per cominciare, offriamogli il mondo».

Per i prossimi tempi, l’Associazione sangiorgese ha pensato ad una scuola per genitori. Un luogo dove, attraverso incontri e dibattiti, veicolare il metodo Montessori, farlo comprendere e spiegare che quel tipo di educazione non crea geni, ma bambini capaci di giudizio e quindi di libertà.

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