A Moresco un'azienda all'avanguardia

Biodiversità, Prodotti genuini
Adolfo Leoni
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Da Moresco ti affacci e vedi la piana dell'Aso. In un rettangolo, punteggiato dal rosa e dal bianco degli alberi già in fiore, si stende l'Agripompei società agricola Srl. Una parte è sul piano,  di fronte al fiume, un'altra sale lieve verso la collina.

Tra due anni, un lungo viale di olivi piantati da poco accoglieranno e abbracceranno gli amici, i clienti, i turisti. Ne è convinta Elena Mocchetti, amministratrice e socia, moglie di Ferdinando Pompei e cognata di altri Pompei che hanno ereditato e accresciuto le terre della nonna Lea Attorresi.

Quando arrivo, Elena sta già in campagna da qualche ora. Si confronta con un collaboratore. C'è da sistemare, dopo l'invernata, il «Giardino dei profumi», così lo definisce, dove crescono, tra le altre essenze, lavanda, maggiorana, erba cipollina, malva. Tra i ciuffi di lavanda selvatica le api sono già all'opera. Nelle vicinanze scorgo palette, rastrelli e caschetti. Tutto mignon. Sono gli attrezzi che usano i bambini dell'asilo e delle elementari quando vengono a visitare la Fattoria didattica. Elena ci ha tenuto particolarmente a rendere l'azienda anche un luogo educativo. Gli scolari mettono le mani a terra, tolgono le erbacce, riconoscono quelle buone e quelle infestanti. Scuola di concretezza. Non solo. C'è anche un Percorso delle Api: 15 arnie per saperne di più di questi insetti indispensabili alla vita dell'uomo. La fattoria didattica possiede anche il «Giardino dei semplici» dove, insieme al Giardino dei profumi, acuire i cinque sensi.

Sono 20 gli ettari di terra dove si coltiva grano, farro, ceci, dove è stata impiantata una bella vigna, un oliveto, un frutteto e dove un boschetto quasi lambisce la straordinaria e misteriosa chiesa di Santa Maria dell'Olmo, alla periferia di Moresco, luogo di accoglienza dei pellegrini.

L'azienda produce vino, olio, pasta, miele, marmellate, legumi. Li vende ai clienti che arrivano in casa; è presente ai mercatini più importanti e alle iniziative culturali di maggior prestigio. Addiziona qualità, bontà, bellezza. Presto verrà allestita una cucina per la somministrazione di cibi. Nello stesso edificio è ricoverato un piccolo quanto efficace frantoio.

Nei prossimi mesi al posto del vecchio capannone verrà costruito un fienile in legno. Diventerà anche il luogo degli incontri: presentazione di libri, eventi di poesia, proposte musicali.

Intanto Elena, che è anche madre di cinque figli e con lo spirito pratico e attento di madre e di moglie tira avanti l'azienda, ha un progetto. Me lo spiega camminando tra i campi, con il sole alle spalle e l'ombra che ci precede. È un sentiero che sale, che attraversa l'oliveto, che sfiora il vigneto con le rose, che penetra il bosco e arriva alla chiesa dell'incrocio. «Installeremo panche di legno, posizioneremo tavoli. Vogliamo offrire un luogo di serenità riflessione ed emozione». Più sopra c'è Moresco: uno dei Borghi più belli d'Italia. C'è la Torre eptagonale, c'è la piazzetta superba...

Tutto si abbraccia e si compone.

Occorre viverlo, raccontarlo e gustarlo... in ogni modo.

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