UNESCO per i Sibillini. Il lavoro del Comitato. Ora più di prima

Religiosità, Ricerca scientifica, Storia, Tradizione
Adolfo Leoni
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Nei  prossimi giorni tornerà a riunirsi il Comitato per la richiesta all’UNESCO dei Sibillini come patrimonio materiale e immateriale dell’Umanità.

Nato tre anni fa, ad agosto del 2014, in questo lasso di tempo il Comitato ha lavorato silenziosamente per una sorta di contaminazione culturale e per un, neppure troppo difficoltoso, convincimento delle popolazioni.

Ne fanno parte, tra gli altri, Alice Alessandrini, Cecilia Romani Adami, Anna Polimanti, Domenico Annibali, Giampaolo Baleani, Adolfo Leoni, Franca Anita Poli, Sandro Polzinetti e Lando Siliquini.

Siliquini, medico, già sindaco di Montefortino, studioso di antropologia sociale e scrittore, è stato l’ispiratore del gruppo il cui obiettivo, ripetiamo, è il riconoscimento dei Monti Azzurri da parte dell’Unesco.

Se nel 2014 il progetto poteva essere giudicato lucidamente avanguardista, oggi, dopo i guasti del terremoto, si presenta anche come un dato di necessità. Un modo per riaccendere i riflettori del mondo su una terra stupenda, ricca di fascino, di cultura e di ospitalità, seppur ferita.

Sibillini

Ieri, forse un sogno, oggi, un bisogno impellente.

Del riconoscimento se n’è discusso con alcuni sindaci del territorio, facenti parte dei 17 che sulle specificità territoriali hanno redatto un progetto presentato in Regione.

Anche l’incontro nazionale riguardante il turismo sostenibile, svoltosi a Magliano di Tenna e a Montegiorgio il 25 e 26 luglio scorsi, alla presenza di due consiglieri del Ministro Franceschini, ha focalizzato l’iniziativa includendola in un più ampio progetto di nuovo sviluppo e difesa dei borghi dell’area montana.

«È convinzione del Comitato che i Sibillini – si legge nella nota di presentazione – abbiano tutti i requisiti per ottenere l’importante riconoscimento. Le guide e i libri di viaggio della Lonely Planet hanno indicato la nostra montagna come uno dei sette siti al mondo sicuramente da visitare. Altri media operanti a livello mondiale si sono interessati di questa originalissima area. Una realtà geografico-storico-umana famosa in tutta l’Europa fin dal medioevo dunque da sostenere ulteriormente alla luce dell’originale ed unico intreccio tra ambiente, natura, riferimenti letterari, aspetti storici, antropologici, religiosi, magico-esoterici.

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Le caratteristiche dei monti Sibillini ne fanno una entità poliedrica, unica nel suo genere, che merita di essere proposta e fatta conoscere a livello internazionale». Lo scrittore Guido Piovene definì i Sibillini, un nome già di per sé intrigante, come i monti più leggendari dell’Italia centrale.

Oggi più che mai il riconoscimento varrebbe a difendere, tutelare e rilanciare una terra provata ma non vinta.

UNESCO

Nell’arco dei secoli, i Monti Azzurri hanno sviluppato una propria civiltà e un originale modo di essere. Aspetti che, tra le altre cose, potrebbero suggerire anche rinnovati modelli di sviluppo.

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